
Gli ERNICI
Le origini del nostro nome.
Gli Ernici erano un'antica popolazione dell'Italia, il cui territorio era situato nel Lazio fra il Lago del Fucino ed il fiume Sacco (Trerus); confinavano con i Volsci a sud e con gli Equi ed i Marsi a nord. Le origini degli Ernici sono pressochè sconosciute così come pure la loro lingua. I loro guerrieri erano ottimi arcieri che andavano al combattimento con il piede sinistro nudo ed il destro coperto da un calzare detto pero. Secondo alcuni storici questo popolo sarebbe giunto dall'Asia Minore, mentre altri sostengono che gli Ernici appartenevano al ceppo Osco-Sabellico come i Sabini i Marsi ed altri popoli italici. Le pochissime notizie giunte fino a noi testimoniano che presso questa popolazione l'anno aveva inizio nel mese di ottobre, come già accadeva presso i Fenici e gli Spartani. Il loro centro di maggiore importanza era Anagni, il cui nome deriva dal greco Anan´s, Re. Nell'età del Ferro, circa nel VII secolo, sui Monti Lepini si andava ultimando lo stanziamento delle popolazioni provenienti dal nord, gente forte e bellicosa che prese il nome di Ernici, che in linguaggio sabino veniva tradotto in roccia, rupe. Verso la fine del VI secolo a.C. Alatri costituì insieme alle altre città di Veroli, Ferentino e Anagni la Lega Ernica, il cui ruolo principale consisteva nel contrastare la pressione esercitata da Volsci e Sanniti verso nord. Constatata la pericolosità dei comuni avversari, nel 485 a.C. gli Ernici stipularono un patto di alleanza con Roma che, tra tradimenti e riappacificazioni durò circa un secolo. Approfittando di una momentanea situazione di debolezza dei romani impegnati in una guerra contro gli Etruschi, nel 386 a.C. Ernici, Latini e Volsci volsero i propri eserciti contro Roma. L'impresa si rivelò un grave insuccesso. Battuti sul campo essi si ritirarono sui loro monti in modo pacifico e vi restarono fino a quando i romani decisero che era giunto il momento di sottometterli in maniera definitiva. Sconfitti nel 361 a.C. e persa la città di Ferentino, gli Ernici scesero a patti con i vincitori collaborando militarmente con loro contro i Latini e controllando i movimenti dei Sanniti. Ma nel 306 a. C. per timore di perdere la propria indipendenza, le città Erniche mossero nuovamente guerra a Roma. Questa volta la risposta al nuovo tradimento fu terribile: Anagni venne conquistata e, considerata la vera responsabile della ribellione, costretta a subire senza possibilità di replica la cittadinanza romana. Alatri dovette invece accettare un compromesso che le garantiva in fase successiva la libera cittadinanza.